Vediamo come funziona la sospensione dei mutui per la prima casa introdotta dal decreto Cura Italia e la sospensione dei mutui per le seconde case frutto di un accordo tra Abi e associazioni dei consumatori.

Dieci cose da sapere prima di richiedere la sospensione del mutuo

Fondo di solidarietà per i mutui prima casa (Fondo Gasparrini)

Innanzitutto esaminiamo quali moratorie sono disponibili per la sospensione dei mutui casa. Per l’abitazione principale, il decreto Cura Italia ha disposto il cosiddetto Fondo Gasparrini, che prevede la possibilità di chiedere la sospensione del pagamento delle rate per mutui di importo non superiore a 400 mila euro (un precedente limite era stato posto a 250 mila euro).

Tale sospensione si può chiedere per

  • mutui di importo non superiore a 400 mila euro con oggetto un’abitazione non di lusso
  • mutui con ammortamento da più o da meno di 1 anno
  • mutui accesi con il Fondo di garanzia mutui prima casa
  • anche se si è già avuta una sospensione, purchè si sia ripreso il pagamento delle rate da almeno tre mesi.

Tra i requisiti per l’accesso non figura l’Isee, ma possono accedere i lavoratori dipendenti soggetti a:

  • sospensione del lavoro per almeno 30 giorni lavorativi di seguito
  • riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni lavorativi di seguito o del 20% dell’orario complessivo

Possono accedere anche i lavoratori autonomi che certifichino di aver subito una riduzione di oltre il 33% di fatturato rispetto a quello registrato nell’ultimo trimestre del 2019, a causa dell’emergenza coronavirus, nel trimestre precedente alla richiesta, a partire dal 21 febbraio 2020.

La sospensione è concessa:

  • Per 6 mesi con sospensione/riduzione dell’orario di lavoro compresa tra 30 e 150 giorni lavorativi consecutivi
  • Per 12 mesi, se tra 151 e 302 giorni
  • Per 18 mesi, se superiore a 303 giorni.

Il modulo per la domanda è disponibile qui: http://www.dt.mef.gov.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/interventi_finanziari/interventi_finanziari/ModuloSospensioneMutui2020.pdf

Sospensione dei mutui per le seconde case

Anche per le seconde case è possibile richiedere la sospensione del pagamento del mutuo grazie ad una convenzione Abi-associazioni consumatoriIn questo caso si sospende fino a 12 mesi il rimborso della quota capitale dei mutui per acquisto o ristrutturazione di immobili che non siano abitazione principale e non siano di lusso, purchè erogati prima del 31 gennaio 2020.

Può accedervi chi abbia visto cessato il proprio rapporto di lavoro subordinato o con qualsiasi tipo di contratto, chi abbia subito una riduzione di orario di lavoro per almeno 30 giorni consecutivi o una riduzione del 33% del fatturato oppure in caso di sopraggiunta morte e condizione di non autosufficienza.

Sospensione mutuo per coronavirus, i dati di Crif

Secondo quanto rilevato da Crif, sono 162.307 le richieste di accesso alla moratoria per la sospensione del pagamento dei propri finanziamenti rateali. Di queste, circa 65.000 richieste riguardano mutui immobiliari (circa il 40%), ma sono state più di 55.000 (circa il 33%) quelle relative ai prestiti personali. A seguire, quasi 19.000 le richieste di moratoria sui prestiti finalizzati, 13.000 quelle sui mutui di liquidità mentre le restanti 10.000 si riferiscono a contratti di leasing e altri prodotti rateali.

Dallo studio di CRIF emerge anche che i contratti relativi ai consumatori che sono stati sospesi grazie alla moratoria sono mediamente risultati essere più onerosi in termini di rata mensile e debito residuo, confermando la necessità da parte delle famiglie di sospendere il pagamento di rate che rappresentano un impegno significativo rispetto al budget disponibile. Ad esempio, per i mutui immobiliari per i quali è stata ottenuta la sospensione dei rimborsi grazie alla moratoria la rata media mensile è pari a 753 Euro mentre l’importo residuo ancora da rimborsare per estinguere il finanziamento è di 144.600 Euro. Per gli altri mutui la rata mensile dei contratti per i quali è stata ottenuta la moratoria è pari a 882 Euro contro i 384 Euro dei prestiti personali e i 238 Euro dei prestiti finalizzati.

Un’altra importante evidenza che emerge dallo studio di CRIF riguarda l’applicazione della moratoria a livello regionale: fatto 100 il totale nazionale, il 13,6% dei contratti che hanno beneficiato della sospensione delle rate nel mese di marzo riguarda consumatori del Veneto, che precedono quelli della Sicilia, che mostrano una incidenza del 12,7% sul totale, e quelli del Trentino Alto Adige, con il 12,2%. Seguono la Lombardia, con un peso del 10,1% sul totale, l’Emilia Romagna, con l’8,8%, il Piemonte, con l’8,6%, e il Lazio, con il 7,7%.

Ragionando in termini di numerosità dei contratti sospesi rispetto al numero di finanziamenti attivi, la media nazionale è pari allo 0,8%, con un’accentuazione evidente in Trentino Alto Adige, dove l’incidenza è addirittura pari al 4,7%. Più alta della media l’incidenza anche in Sicilia e in Veneto, entrambe con l’1,3%. Perfettamente in linea con la media nazionale l’Emilia Romagna, le Marche e la Val d’Aosta, mentre l’incidenza in Piemonte risulta pari allo 0,7% contro lo 0,6% della Lombardia.